
Abbandonarci causò la perdita del senso, è ancora un’inarrestabile emorragia emotiva. Fu semplicemente disastro e armonia.
La devozione che mi hai sempre ispirato è ora solo un cammuffamento per ciò che assomiglia a irritazione e rabbia. O forse è solo una mancanza troppo potente per essere davvero compresa. E forse affrontata. Detesto che ne sto ancora pagando il prezzo, di farmi convivere col tuo silenzio.
Non so come si fa, ad odiarti anche fosse solo a metà. Avrei voluto imparare prima che tutto franasse. E ora il tuo nome è uguale a un livido. Il dolore è così vivido.
E non riesco neanche a dirlo. Che ci muoio a aspettarti.
“Resta il nostro momento, Anima; quello in cui per un attimo, nella mia mente, smettiamo di essere nemici. Dove io non sono più colpevole e tu non sei più irraggiungibile. Dove diventiamo di nuovo chimica, natura e ciclo del mondo come siamo sempre stati. La montagna è semplicemente silenziosa custode della nostra storia e quando torno a Sud, per un paio di lune, questo peso diventa per me più sopportabile. Mi manchi come quel vuoto che ti prende lo stomaco quando stai per cadere. Quell`assenza di stabilità che ingoia il fiato come le onde fanno prima di finirti. Resto immobile nel tuo ricordo, Zack. E non posso farci niente”
