Il Prisma silente

“Il potere può non risiedere in un’arma. Uno tra questi è la possibilità di identificare, purificare e stabilizzare le Auree Dissonanti. Utilizzare le Risonanze per riportare l’armonia laddove il caos ha generato squilibrio. Ricercare la “nota perfetta”.

La natura del potere mistico del Prisma è innato: discende direttamente dal potere di alcune fate nate da una scheggia di elettricità. Alcune di queste, avendo poi mutato definitivamente in forma umana, hanno dato vita a una nuova generazione con il medesimo potere, spesso sopito e del quale i soggetti che lo portano sono ignari.

Attraverso secoli di intrecci, i discendenti sono giunti fino ad oggi, spesso inconsapevoli del loro potere: solo nel momento in cui la scheggia inizia a pungere, questi vengono bersagliati da allucinazioni visive e tattili, tanto più ingravescenti quanto vengono ignorati; verranno inesorabilmente e visceralmente guidati verso i detentori dei poteri del Prisma, unico latore della rivelazione dell’origine e la natura della loro predisposizione.

Il loro percorso all’interno della Fratellanza diviene un viaggio alla scoperta di se stessi e del proprio equilibrio oltre che di conseguenza dell’equilibrio del mondo che li circonda e del gruppo di cui fanno parte.

Sarà la gemma corrispondente alla propria necessità di riequilibrio a richiamare il Cercatore: questa verrà poi inserita in un diapason personale sotto forma di spilla o pendente (il Catalizzatore), che ne racchiuderà il potere. La pietra sarà intrappolata nel diapason da 1 a 6 fili metallici, in numero crescente in base al potere del Gildato. Il diapason nelle mani di chiunque altro, non è che una semplice strumento privo di alcun potere.

Quando un Cercatore viene scelto dalla sua Gemma, il giorno successivo al rito di iniziazione, l’iride del suo occhio dominante muterà di colore per 7 giorni, del medesimo colore della gemma che lo rappresenta. Oltrepassata la settimana, il fenomeno tornerà visibile nel momento in cui gli Intagli manifesteranno il loro potere (volontariamente come no).

Per accedere al rito: in candidato dovrà dimostrare che la propria sfumatura sia un terreno fertile e che non sia dominata dal caos, dovrà cioè dimostrare una rigorosa autodisciplina cromatica e di conseguenza una grande padronanza delle proprie emozioni.

[Per le specifiche biologiche che caratterizzano i soggetti detentori del potere innato, è possibile che la stilla si manifesti solo in esseri Umani, Mezzelfi,Mannari, e in alcune Fate e Folletti (se create da elettricità le prime, sfruttando le loro caratteristiche di Percezione Arcana, donazione energetica e assorbimento emozionale; se le energie arcane che hanno toccato la pianta simbiotica dalla quale sono nati risultano compatibili, per ciò che riguarda i secondi). Tutti questi, purché di indole neutrale]

Specializzazioni

Il Cercatore viene condotto in una stanza tranquilla, davanti a lui o a lei vengono posti dei calici contenenti distillati di emozioni pure. L’aspirante dovrà identificare il calice emotivo cercando di indagare la vibrazione dell’aura del calice.

“Chi non sa distinguere un’emozione sottile e pura in un ambiente controllato non saprà mai curare una sfumatura devastata dal caos del mondo”

Il Cercatore viene condotto in una stanza con specchi che rifrangono colori misti e suoni dissonanti. Sopra la sua testa è posto un filo sottile al quale è legato un piccolo cristallo di Tormalina. L’aspirante dovrà riuscire a rimanere in meditazione evitando di far vibrare la Tormalina. Dovrà restare un punto fermo in mezzo a una tempesta di colori.

“Se il Cercatore di lascia trascinare dal tumulto delle sfumature che lo circondano non potrà essere di aiuto alcuno, rischiando invece di essere inglobato nel caos e di bruciare i propri sensi”

All’aspirante verrà chiesto di evocare il ricordo che più lo condiziona, nel bene e nel male, quello che dà sfumatura più consistente alla sua esistenza. Attraverso il proprio diapason il Maestro estrarrà temporaneamente questo ricordo e lo proietterà di fronte a lui o a lei. L’aspirante dovrà accettare di cedere quel ricordo alla propria futura gemma focale, e renderlo neutro. Non lo dimenticherà, ma non ne sarà più emotivamente schiavo e saprà gestirlo.

“Per vedere gli altri bisogna poter essere liberi dalle proprie ossessioni. Una sfumatura troppo piena non concede spazio all’Equilibrio”

Chi supera le prove ma non è ancora stato iniziato riceverà un cristallo infuso di potere debole (da definire in base all’andamento delle prove) e verrà trattato con la prima dose di Lacrima: consentirà loro di iniziare a “sentire” e successivamente iniziare a vedere le sfumature senza bruciarsi i sensi.

L’iniziazione per coloro che si avvicinano al Prisma Silente diviene un’esperienza sensoriale pura, essendo l’ordine volto a venerare luce e geometria dell’anima. La triade di sunto può essere definita nelle parole Luce. Suono. Traccia.

Rito della Rifrazione Primaria

L’iniziato, il Cercatore di Luce, viene condotto nella camera degli angoli e verrà prima addestrato a “scaricare” ogni interferenza emotiva rispetto alla quotidianità.

Il Cercatore immergerà le mani in una vasca infusa di polvere di argento, olio, colori e una pozione mente. Subito dopo dovranno afferrare dell’ortica. Questo nei soggetti predisposti creerà un’ipersensibilità ai flussi energetici: la pelle inizia a percepire il calore delle sfumature circostanti come un formicolio persistente leggermente sgradevole, ma controllabile.

La scelta della Pietra Focale – il Cercatore dovrà camminare accanto a dei pilastri ove sono posizionate le gemme grezze sui rispettivi diapason. Sceglierà con la risonanza la gemma che vibrerà in pieno ritmo con il proprio battito. Se la gemma risponderà, la sua luce interna modificherà il proprio colore sintonizzandosi sulla frequenza della sfumatura del Cercatore, che ne assumerà l’Aura corrispondente. La scelta sarà dunque vicendevole.

La fusione del Vincolo – Il diapason della pietra scelta verrà avvicinato dal Maestro alla fronte del Cercatore. Usando il proprio diapason, il Maestro farà virare l’oggetto della scelta, il quale emetterà una nota purissima. La gemma, vibrando rilascerà una nebbia luminosa penetrando nei pori della pelle del cercatore ricomponendosi istantaneamente sotto l’epidermide e incastonandosi nell’osso del’orbita in maniera indolore. La gemma sarà parte del suo sistema nervoso e gli consentirà così di “vedere” le sfumature che lo circondano.

La Prima Visione – alla riapertura degli occhi, il cercatore potrà vedere e percepire il “Mondo di sottofondo”, potendo vedere in particolare le scie dei respiri e le sfumature corrispondenti.

“Ora sei trasparente al mondo, affinché il mondo possa splendere attraverso te”

Corruzione e tradimento – in caso di violazione delle regole della Gilda la gemma incastonata nell’orbita diventerebbe fredda e pesante, costringendo il portatore alla rimozione (che avverrà in automatico) e all’esilio. Alla rimozione corrisponderà la comparsa di un piccolo sigillo di pietra sul polso.

Ho giocato questo gioco un migliaio di volte
Un migliaio di volte ho sfidato il destino.
A volte ho vinto, altre ho perso, le più ho comunque barato.

Sentivo qualcosa, forse c`era risacca qui,
o forse era semplicemente tutto congelato: so cosa sembrate,
ma so anche che non tutto ciò che luccica è prezioso,
ne ho le conferme, portandomele addosso.
Forse un tempo pesavano,
ora sostengo un orgoglioso fardello.

Essenza o Tempesta ha poca importanza:
avrai la possibilità di abbattere i muri del mio atteggiamento,
e non chiedo nulla in cambio:
chiudi gli occhi e
donami solo un dolore che mi sembri vagamente familiare.

Posso sentire
Sistemerò le sfumature, eppure dissipare energia significa lacrima.
C’è luce. Brucia. C’è tutto. Forse c’è troppo.
Si può mettere ordine al Caos primordiale?

Nei giorni di pioggia, nuotando nel suono,
penso che se il cielo può rompersi dev’esserci un modo per tornare.
L’aria è pesante, dev’esserci un modo per lavare via tutto.
Eppure c’è solo una lanterna nera, che proietta ombre spettri e bugie.
Era esattamente lì, il cimitero dove ho sposato il mare e da Tempesta, rinasco Murena.

Cè ununica verità.
E si tratta di qualcosa che il sacerdote non predica
E’ qualcosa che il maestro non è in grado di spiegare
fai ciò che vuoi, spezza le regole,
non fosse che anche la libertà ha il suo prezzo.

Ialino è il filo, un sigillo tra sguardi, sterile il rifiuto.
L’equilibrio aspirato lascerà una scia tenace da dissolvere e frammenti da ricomporre.
Sono parte del p(r)ezzo.

E a ogni ricerca di chiave, una lacrima caustica come ricordo.

..e il dolore non costa poco.

Sono qua per renderlo biblico